Modello organizzativo

In relazione all’entrata in vigore del Decreto Legge 231/01 e sue modifi cazioni e integrazioni, che ha introdotto uno specifico regime di responsabilità a carico delle società per alcune tipologie di reati, Ansaldo STS S.p.A.ha adottato i provvedimenti idonei ad evitare, secondo le previsioni della stessa normativa, l’insorgere di tali responsabilità a proprio carico, con l’istituzione di specifici protocolli e sistemi di vigilanza volti alla prevenzione delle fattispecie di reati previste dal Decreto e potenzialmente realizzabili da Amministratori, Sindaci, dirigenti, dipendenti o da tutti coloro che intrattengono rapporti contrattuali, finanziari o commerciali con Ansaldo STS S.p.A.
 
A tal fine la società ha adottato, con delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 giugno 2006, il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/01 (il Modello), che è stato quindi successivamente aggiornato, a seguito di intervenute modifiche normative ed organizzative.

In particolare:

  • con delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 luglio 2010, il Modello è stato aggiornato per effetto di una nuova organizzazione varata ad inizio 2010 e per tener conto dei reati introdotti nell’ultima modifica del D.Lgs. 231/01 (con leggi n. 94 del 15.07.2009, n. 99 del 23.07.2009 e n. 116 del 3.08.2009) e precisamente: delitti di criminalità organizzata; falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento; reati contro l’industria e il commercio; induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria; delitti in materia di violazioni del diritto d’autore;
  • con delibera del Consiglio di Amministrazione del 26 giugno 2013, il Modello è stato  aggiornato principalmente al fine di recepire nello stesso l’analisi di alcune nuove fattispecie di reato rilevanti ex D.Lgs. 231/01 quali i reati di corruzione tra privati e di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
  • con delibera del Consiglio di Amministrazione del 16 dicembre 2014, il Modello è stato aggiornato principalmente al fine di:
    • per i “Reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento” previsti dall’art. 25 bis del D.Lgs.231/01, maggiormente dettagliare le aree a rischio e i principi di controllo limitatamente al reato di cui all’art. 473 c.p. “Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali”;
    • per i “Reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico”  previsti dall’articolo 25-quater del D.Lgs. 231/01, maggiormente dettagliare le aree a rischio e i principi di controllo;
    • per i “Reati contro la personalità individuale” previsti dall’art. 25-quinquies del D.Lgs. 231/01,  maggiormente dettagliare le aree a rischio e i principi di controllo limitatamente all’art 600 c.p. “Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù” nell’ipotesi di concorso;
    • allineare la Parte Speciale “C” del Modello dedicata ai “Reati colposi di omicidio e lesioni gravi o gravissime commessi in violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro” all’Organizzazione, in tema di salute e sicurezza sul lavoro, adottata dal nuovo Datore di Lavoro Unico della Società in forza dal primo novembre u.s.;
    • aggiornare la Parte Speciale “G” del Modello dedicata ai “Reati in violazione delle norme ambientali” al fine di meglio rappresentare le modalità di gestione dei rifiuti in linea con il Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti (“SISTRI”) richiesto dalla normativa di riferimento vigente nonché introdurre, in via prudenziale, sia nella Parte Generale del Modello che in detta parte speciale “G” il riferimento al reato di combustione illecita di rifiuti di cui all’art. 256 bis  del D.Lvo 152/2006, introdotto con Legge 8 febbraio 2014 n. 6, che, seppure non qualificato come reato rilevante ex D.Lgs. 231/01, contiene un richiamo alle sanzioni previste in tale decreto.
  • con delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 febbraio 2017, il Modello è stato aggiornato principalmente al fine di:
    • Introdurre nella Parte Speciale “F” del Modello, dedicata a “Reati di criminalità organizzata”, il reato di traffico di organi prelevati da persona vivente previsto dalla legge n. 236 dell’11.12.2016 che ha introdotto l’art. 601 bis nel Codice Penale;
    • introdurre  nella Parte Speciale “C1” del Modello, dedicata a “Reati di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare e di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù”, il nuovo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro previsto dall’art. 25-quinquies del D.Lgs 231/01, introdotto dalla Legge n. 199 del 29.10.2016, tramite la modifica dell’art. 603 bis del Codice Penale.
  • con delibera del Consiglio di Amministrazione del 28 luglio 2017, il Modello è stato aggiornato principalmente al fine di allineare la Parte Speciale B1, dedicata alla “Corruzione tra Privati”, alle novità introdotte dal D.Lgs. 38/2017 con il quale (i) è stato introdotto il nuovo art. 2635-bis c.c. che punisce l’istigazione alla corruzione tra privati, (ii) sono stati ampliati il novero dei soggetti punibili e delle condotte attraverso le quali si perviene all’accordo corruttivo nonché (iii) è stato modificato il sesto comma dell’art. 2635 c.c. relativo alla confisca mediante l’aggiunta delle parole “o offerte” all’espressione “utilità date o promesse”.

Il Modello di Ansaldo STS S.p.A. si compone di:

  • una “parte generale” che tratta essenzialmente:
    • dell’Organismo di Vigilanza, dei flussi informativi che a questo debbono pervenire e dei reporting sull’attività svolta dal medesimo nei confronti degli organi societari;
    • della formazione del personale e della diffusione del Modello;
    • del sistema disciplinare per la mancata osservanza delle prescrizioni che vi sono indicate;
  • parti speciali, che elencano le aree a rischio potenziale di reato e stabiliscono le norme di comportamento per coloro che operano nelle aree suddette e ne prevedono le procedure di monitoraggio.

Il Modello di Ansaldo STS S.p.A. comprende le seguenti parti speciali:

  • reati in danno della Pubblica Amministrazione;
  • reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico;
  • reati societari e di market abuse;
  • corruzione tra privati;
  • reati colposi di omicidio e lesioni gravi o gravissime commessi in violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  • reati di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare e di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù;
  • ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita ed autoriciclaggio;
  • delitti informatici e trattamento illecito di dati e delitti in materia di violazione del diritto d’autore;
  • reati di criminalità organizzata;
  • reati in violazione delle norme ambientali;
  • reati di intralcio alla giustizia;
  • reati contro l’industria ed il commercio e reati di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento.

 Allegati e parti integranti del Modello di Ansaldo STS sono inoltre:

  • il Codice Etico;
  • la struttura organizzativa;
  • l’articolazione dei poteri e il sistema delle deleghe;
  • la Scheda di Evidenza per indicare i rapporti con le Pubbliche Amministrazioni e la dichiarazione Periodica di rispetto del Modello e dei poteri di delega e dei limiti di firma; 
  • l’elenco dei “Soggetti rilevanti” ai sensi del Codice di Internal Dealing.